Menù  della cuoca

Polenta e fiordilatte
Polenta costine di maiale e luganega
Polenta "accomodata" della vecchia Neta
Polenta verza e noci
Polenta e toma
Polenta e (sic!) marmellata

"Messer Gennaio col cappuccio bianco..." recita una vecchia filastrocca, in questo mese la taverna è fasciata all'esterno da un gelo polare. Quando nevica tutto si immerge in un silenzio candido e ovattato, solo un filo di fumo azzurrognolo che esce dal comignolo sul tetto si confonde con questo incanto; quando è sereno le candele e i cristalli di ghiaccio luccicano al sole come diamanti, mentre il cielo notturno diventa un raso turchino trapuntato di stelle. 

Questo inverno così gelido, sarebbe ancora più duro per le creature della foresta, se il cuore pietoso del Mattorel non avesse pensato anche a loro. Dietro alla taverna, all'esterno, è stato allestito un banco coperto da una tettoia di travi e paglia (opera del mulo!) dove ogni giorno vengono portate ciotole di semi e granaglie per gli uccelli che in un frullar di ali arrivano a frotte. Una graziosa mangiatoia colma di fieno è a disposizione per i caprioli, i cervi, i leprotti ed altri animaletti. 

Venite, apriamo l'uscio ed entriamo: che buon calore! Al tremolare delle lampade ad olio e delle candele la pecora ed il mulo stanno allestendo una bella tavolata, mentre Neta la cuoca ha appeso alla catena del camino acceso un grosso paiolo di rame, colmo d'acqua. Come mai? Stasera qui si prepara la polenta!  L'acqua nel paiolo sta per bollire, il Mattorel seduto sulla spalla di Neta versa  a pioggia molto lentamente la farina, mentre la nostra amica la mescola con una frusta di legno....quando è ben addensata e liscia e lucida come una sfera di seta, inizia a mescolarla con un cucchiaione  anch'esso di legno... gira e rigira... è trascorsa un'oretta, il profumo della polenta si diffonde per tutta la sala,: è un profumo che odora di abete, di quercia, di faggio, é impossibile resistere. Intanto sopra le braci in un cantuccio nell'angolo del camino, dentro un grande tegame di terracotta, stanno cuocendo le costine di maiale e le luganeghe; in un paiolo più piccolo sprofondato nei cerchi della stufa a legna Neta sta preparando un'altra polenta, più morbida, che appena cotta sarà tagliata a fette, ricoperta di  tocchetti di toma di montagna e di burro appena montato e poi passata in forno.
Mangeremo  tutti insieme seduti uno accanto all'altro nella lunga tavolata, rivestita di una tovaglia candida che il mulo e la pecora non finiscono più di apparecchiare. Ma ora diamo un'occhiata al tavolo ovale di servizio: al centro è stato messo un'enorme tagliere rotondo di legno di faggio, dove verrà versata e poi tagliata con uno spago di corda sottile la polenta che cuoce sul camino. Sullo stesso tavolo ci sono una soppressa, una catena di luganeghe da consumare crude, un catino di panna freschissima appena arrivata da una fattoria della valle, è il "fiordilatte" con il quale inaugureremo la polenta. Non mancano le tome di montagna da quelle più stagionate e deliziosamente saporite, a quelle così fresche traboccanti e grasse da essere cosparse di fori. In una bella insalatiera di porcellana Meisser (dono di un folletto tedesco al Mattorel), le cui pareti sono state profumate con uno spicchio di aglio fresco, è stato messo un cavolo verza verde violaceo (i cavoli purtroppo sono l'unico dono dell'orto in inverno). Questa verza, già tagliata a strisce sottili e condita con sale, pepe, un filo d'olio extravergine d'oliva e una spruzzata di autentico aceto di vino rosso preparato in casa, è una prelibatezza con una fetta di polenta calda. Alla verza verranno aggiunte delle noci fresche tritate. Ancora in un angolo della tavola scorgiamo delle ciotoline di vetro, contengono diverse qualità di marmellate preparate in autunno personalmente dal Mattorel, sono marmellate di lamponi, di rosa canina, di cornioli, di fragoline di bosco, di more, persino di viole e di rododendro, le mangeremo così alla fine del pasto: una fettina di polenta, una noce di burro appena montato, un ricciolo di marmellata.

Poi finito di mangiare canteremo e balleremo, bevendo il vino caldo, ci accompagnerà la pecora che suonerà una vecchia fisarmonica. Poi tutti a nanna nelle stanze gelide, ma dove in ogni letto, tra le candide lenzuola di lino, Tina una piccola volpe orfana che trascorre qui l'inverno, avrà passato a lungo il "prete", uno scaldino di rame pieno di braci ardenti, che donerà un tepore delizioso a grandi e piccini. Venite, vi aspettiamo!

 Le nostre serate

Benvenuti nella Taverna virtuale del Mattorel, dove si cucina, si racconta, si organizzano serate a tema e si scambiano ricette della tradizione, non solo italiana...

Le creature della foresta, in questo periodo, sono assistite e confortate.

 

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Questo sito non è a scopo di lucro, e non pubblicizza alcuna attività di ristorazione e/o commerciale."La taverna del Mattorel" è un titolo nato dalla fantasia degli autori: si tratta di una ipotetica taverna gestita da un mulo, una pecora e una bambola di pezza. E' vietata la riproduzione dei testi e delle immagini senza il consenso esplicito degli autori.